L’Artista

fabrizio

Fabrizio Riganello nasce a Crotone, città calabrese affacciata sul Mar Ionio, nota per la sua storia legata alla Magna Grecia e per aver ospitato, nel VI secolo a.C., la scuola di Pitagora, ma anche per un passato industriale che ha avuto un ruolo importante fino alla fine degli anni Ottanta.

Fin da piccolo comprende che il suo linguaggio d'elezione è l'espressione artistica e comincia a frequentare le botteghe di diversi maestri locali, apprendendo varie tecniche e partecipando alle prime mostre.

Affina la sua preparazione studiando al Liceo Artistico e successivamente allo IED – Istituto Europeo di Design di Roma, dove partecipa a numerosi concorsi nazionali di architettura e design. All'Aquila viene premiato nel concorso “La Pietra Svelata”; seguono altre esperienze nell'ambito del design e delle scenografie itineranti in diverse città italiane.

Partecipa inoltre al concorso internazionale “Theatre Place for All”, progettando un teatro itinerante dedicato a Gli sposi, in omaggio ad Alfred de Musset. Nello stesso periodo prende parte a diversi concorsi di design, soprattutto a Roma e Milano.

La sua innata passione per l'arte lo conduce anche nel mondo del cinema, dove lavora come arredatore e scenografo, collaborando con attori come Bud Spencer e con registi tra cui Ruggero Deodato e Soave.

Oggi vive e lavora a Crotone come artista e architetto d'interni.

CRITICHE

"La Realtà di una, e anzi quella di un intera vita umana,
non significano, al tempo stesso,

anche la loro più profonda verità"

Arthur Schnitzler

DOPPIO SOGNO

    Scenari urbani, industriali, avvolti in un'atmosfera rarefatta, enigmatica, carica di interrogativi, stati d'animo crudi, nature che trasudano di emozioni vivide e penetranti, che illuminano.
    Scene oniriche che sfidano le certezze della realtà, rendendo credibile l'incredibile.
    L'esposizione "OCCHI CHIUSI BEN APERTI", che evoca con la sua titolatura la cinematografia di Kubrick, mira a creare suggestioni profonde e interiori, invitando a riflettere sul senso della realtà, anche nella sua dimensione trascendente e misteriosa.

    Fabrizio Riganello è l'artista poliedrico, eclettico, complesso e intenso, non si limita a rappresentare il mondo, ma ne esplora la dimensione "altra" che va oltre l'apparenza fisica, tangibile, stimolando il fruitore a riflettere sulla propria percezione, aprendo un portale d'accesso a un'estensione più profonda, arcana e universale dell'esistenza.
    Fabrizio Riganello rappresenta l'essenza intima e misteriosa della realtà, integrandola anche nel suo aspetto sensibile e immediato. Istantanee congelate in un attimo senza tempo, ma non immobili, lì dove la sessualità della processualità creativa si rivela virtuosa ma al contempo spontanea e istintuale.
    La dicotomia tra sogno e realtà, tra definito e indefinito, ecc., non è solo una questione di definizione, ma un'esplorazione continua dei confini della consapevolezza umana, della percezione e del significato dell'esistere.
    Fabrizio Riganello integra queste due dimensioni in un'unica coscienza e ci invita, nell'interscambiabilità dei due piani, ad esplorare e riconnetterci con l'identità, l'illusione è il senso della vita.

    Grazie Fabrizio per il tuo "Escape".

    A cura della Professoressa Silvia Rizzuto.

    Emergere dall'ombra
    Il viaggio inaspettato
    il volo

    Echi e Visioni - La pittura di Fabrizio Riganello

    Nelle tele di Fabrizio Riganello si avverte l’eco dei grandi maestri del Novecento, ma anche il desiderio di oltrepassarli, di costruire un linguaggio nuovo, intimo, personale. Le sue opere nascono da un dialogo silenzioso con la memoria dell’arte, che si intreccia con la necessità di esprimere emozioni, sogni, interrogativi.

    I paesaggi che emergono dai suoi colori sembrano appartenere a un altrove sospeso, a una dimensione in bilico tra realtà e immaginazione. Sono luoghi in cui il tempo si ferma, dove la natura diventa protagonista assoluta e l’assenza dell’uomo non è mancanza, ma occasione di introspezione. In questi scenari fantastici e onirici, la pittura diventa specchio dell’anima e strumento di conoscenza.

    Il mare, presenza costante e simbolica, affiora come elemento vitale e spirituale. È richiamo alle sue esperienze lavorative legate all’acqua, ma anche metafora di viaggio, libertà e trasformazione. Ogni onda, ogni riflesso, ogni linea d’orizzonte suggerisce una ricerca interiore che trova nella pittura la sua forma più autentica.

    Fabrizio Riganello è un artista sensibile e curioso, animato da una profonda volontà di crescita. La sua pittura è un percorso, un cammino verso la definizione di un linguaggio che gli appartenga pienamente.
    In questa prima mostra, il suo sguardo ci invita a condividere il momento in cui l’immaginazione si fa colore, e il colore diventa emozione.

    Se continuerà a coltivare con la stessa dedizione la sua ricerca e la sua passione, non c’è dubbio che Fabrizio saprà conquistare un posto significativo nel panorama dell’arte contemporanea, grazie alla sincerità del suo gesto pittorico e alla forza della sua visione.

    Prof.Alberto Padula - collezionista d'arte

    LUOGHI PROSSIMI VENTURI

    Prossimamente il mondo, mentale e fisico, subirà una trasformazione, a dir poco impressionante.
    I luoghi abitativi, le sedi industriali, le periferie distolte dall'armonico piano regolatore avranno una notte pallida e dolente.
    L'uomo, se ci sarà, sarà comparsa e spettatore di un ragionare per rigore di forme e nuclei abitativi alti e inarrivabili.
    La natura si esprimerà in maestose e nordiche colorazioni.
    Il vento sarà mobile fattore di instabilità e incertezza.
    Le opere di Fabrizio Riganello, buon pittore ionico, tengono conto di tutto ciò e scavalcano la tenerezza incomparabile dei vedutisti di Posillipo, tutta armonie languide e calde della natura a loro congeniale. Quindi, la pittura di Riganello ha più i teutonici coloristi dell'area nord-europea come riferimento e certo cinema post-industriale e alla Kubrick.
    Talvolta il mare, elemento naturale a lui caro, diventa corrusco e cupo e notturno ed è reso più enigmatico da tavole di cemento, a separare piani e generare mobili campi visivi.
    Altre volte il nostro pittore coglie momenti primigenii della natura, dal momento che grandi uova fanno apparizione e da lì possiamo annunciare che presto la nascita ci sarà.
    Si potrebbe dire che ha inglobato certa cultura visiva a campo largo: dalla Bauhaus, ai costruttivisti, alla Metafisica di Fabrizio Clerici, per talune forme, e a Yves Tanguy.
    In ogni caso, ha avuto il gusto di mescolarli e trattarli con rispetto e distacco, da creare una sua via e un proprio percorso visivo.
    L'avventurosa notte di Jena Plinsky sarà così un aggancio lontano, ma, di poi, il pittore giocherà le sue carte in altra direzione e con diversa attitudine.
    Queste opere, su tela, nascono dalla consapevolezza che un evento naturale può generare vie inaspettate e imprendibili.
    Questa è la forza dell'arte che, al pari della storia, è maestra di vita e di racconti profondi.
    Riganello "lotta" con il suo sentire pittorico e ci regala fantasie coloristiche di storie prossime al consolidamento.
    Qualche volta fa apparire nel suo tracciato mobile pittorico dei volti. Neri, con forme del volto alla Miles Davis, sbucano all'improvviso dalla propria tana e la domanda viene spontanea: sopravvivere o annullarsi?
    A voi la risposta, al pittore il plauso per i racconti extra-ordinari e la temperie densa di stati emotivi.

    Giuseppe Parisi per Fabrizio Riganello.

    skyline
    introspezione